coltivare cannabis all’esterno

Concentreremo la nostra attenzione sulle droghe leggere più diffuse fra i giovani: marijuana e hascisc. Il canapaio lascia il terreno ben rinettato dalle male erbe per l’effetto soffocante della sua vegetazione rigogliosa e fitta, inoltre lascia anche un notevole residuo di forza vecchia, frutto del lautissimo apporto di concimi, in autofiorenti outdoor , distribuiti in eccedenza al fabbisogno della coltura.
Le regioni possono decidere le modalità di somministrazione, se concedere il rimborso dei farmaci e altri dettagli (tenendo presente che la legge nazionale ricorda che si possono usare farmaci a base successo cannabis soltanto quando gli altri farmaci sono inefficaci).
Lo sviluppo vittoria questa filiera può interessare non solo l’agroalimentare, eppure anche la bioedilizia, il tessile, l’industria della lista, delle materie plastiche e dei carburanti”, spiega osservando la una nota stampa Luca Sani, presidente della XIII Commissione agricoltura della Camera.

L’importanza della Cannabis, sempre relativamente marginale nella medicina occidentale, fu decisamente accresciuta a seguito della campagna d’Egitto successo Napoleone (1798), dopo la quale l’hashish, inteso essenzialmente come sostanza inebriante ed euforizzante, divenne noto costruiti in Francia nei famosi circoli intellettuali.
Ancora oggi qualcuno sostiene che al genere Cannabis appartiene una sola specie (sativa), pur con sottospecie regionali diverse, che differiscono per l’altezza, la ramificazione, l’aspetto delle foglie e il non uguale contenuto in fibre e in sostanze psicoattive.
Ancor oggi nei villaggi e città dell’India, nell’ultima giornata della festività hindu del Durga Pooja, posteriormente aver gettato le statue degli dei nell’acqua, qualunque padrone di casa ha agli ospiti una ciotola di bhang (tipico infuso di foglie e steli di cannabis) ed un piatto di carne frugale in segno di delicatezza.
Dal suo uso per proteggere i bambini a gestire le violente convulsioni dell’epilessia al suo impiego per sopprimere gli effetti paralizzanti di alcuni problemi di salute mentale, come DPTS e ansia, la cannabis sembra avere un enorme potenziale come medicina.
«La sua coltivazione dicono che sia stata abbondonata negli anni ’50 a causa ancora oggi concorrenza delle fibre sintetiche – spiega Quaglia – Con un importante sforzo queste varietà sono state ri-costituite e moltiplicate ed oggi la canapa è considerato stata re-introdotta nell’agricoltura italiana Assocanapa da alcuni anni sta cercando di riproporla come risorsa per un’agricoltura naturale ed innovativa, come possiamo dire che occasione di sviluppo delle imprese in svariati settori e come strumento every recuperare terreni abbandonati.
Nel 1890 in un altro articolo apparso su Lancet, J. R. Reynolds riassume 30 anni di competenza con la canapa osservando la medicina e la ritiene Incomparabile per l’efficacia nell’insonnia senile, utile come analgesico nelle nevralgie, inclusa quella del trigemino, nella tabe, nell’emicrania e nella dismenorrea (ma non nella sciatica, nella lombaggine e normalmente nell’artrite, come nella gotta e nei dolori isterici”); molto efficace negli spasmi muscolari di natura sia epilettoide sia coreica (ma non nella vera epilessia) e invece di incerto valore nell’asma, nella infelicità e nel delirio alcolico.
La cannabis terapeutica – spiega Stefano Giordani, responsabile di oncologia territoriale presso la Asl di Bologna e superiore scientifico dell’Associazione Onconauti – da cinque, sei anni è considerato saltata all’attenzione degli oncologi esperti di cure palliative e terapie dolore: inizialmente sono usciti studi quale documentavano una certa efficacia nel controllo del sconvolgimento cronico da cancro, e in questo senso la cannabis è certamente un prodotto interessante, perché sembra possa ridurre il dosaggio vittoria oppiacei nei pazienti affetti da dolore neuropatico il quale hanno subìto interventi al sistema nervoso centrale.